1908: Nasce il trenta settembre a Cuneo da Giuseppe Segre, consigliere di prefettura e Ida Luzzati, figlia del giurista Ippolito Luzzati, ultimo dei tre figli maschi.
1925: Si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia di Genova.
È allievo di Giuseppe Rensi.
Traduce L’evoluzione creatrice di E. Bergson.1
1926: Collabora alla rivista Pietre, che fu la rivista antifascista dei giovani universitari
genovesi, tra i quali A. De Barbieri, A. Alpino, F. Manzitti, F. Antolini, V. Dagnino e altri.2 È vicino a Carlo Rosselli, pur senza esserne stato discepolo.3
1927: In autunno vince il concorso per la Scuola Normale di Pisa, come esterno. Si inserisce nel
gruppo dei normalisti di cui fanno parte A. Capitini, D. Cantimori, V. E. Alfieri e altri. Pubbica sul
Giornale critico della filosofia italiana, diretto da G. Gentile, Il pensiero e la natura, lettere
inedite di Sebastiano Maturi.4
1928: Traduce, per le edizioni Athena di Milano, Come si pone il problema di Dio di E. Le
Roy. Partecipa al volume Scritti Vari in occasione delle nozze del vice-direttore della
Normale, Francesco Arnaldi, con il saggio Montaigne per l’anima moderna. Per la sua
attività di antifascista viene arrestato e espulso dalla Normale con V. E. Alfieri:5
Normale di Pisa, Adunanza del dì 2 Maggio 1928 a ore 14:30:
Sono presenti il Rettore prof. Carlini... Per l’Alfieri e il Segre dalle informazioni avute dal R. Questore, risulta che è esclusa qualsiasi loro attività nella scuola e a Pisa stessa, e che il loro arresto è dovuto a richieste delle Questure di Parma e Genova per relazioni epistolari da essi avute con persone sospette e per i loro precedenti politici. La Direzione avrebbe concretato in un ordine del giorno i provvedimenti da prendere..., l’ordine del giorno viene approvato all’unanimità. Esso è del seguente tenore: "Il Consiglio Direttivo della Scuola Normale Superiore di Pisa, deplorando che... i suoi alunni siano sospettati di mene contrarie al Regime e che anche su questo glorioso Istituto gravi pur l’ombra di un tristissimo episodio, riafferma la propria fede e la propria disciplina alle direttive del Governo Nazionale, e delibera che gli alunni della Normale debbano fare promessa solenne colla formula seguente: "Prometto di osservare lealmente, colla disciplina della scuola, la disciplina spirituale della Nazione fascista, e di servire la Patria con umiltà, nel lavoro e nello studio... anche
nel caso di una eventuale scarcerazione, essi non possano rientrare nella Scuola... delibera di comunicare a S. E. il Prefetto e al Capo del Partito nella provincia, il proprio ordine del giorno."
Nelle carceri milanesi di S. Vittore (sesto braccio), gli viene, in seguito, notificata l’imputazione di oltraggio al capo del governo e viene trasferito a quelle di S. Agostino di Savona.
L’imputazione si basava su di una frase di una lettera alla fidanzata: «uomo ambizioso e prepotente»; detta lettera fu trovata nel corso di una perquisizione presso il domicilio savonese della stessa.
La condanna fu a cinque mesi.6
Nomina a difensore un suo cugino di Savona, l’avvocato Vittorio Luzzati, antifascista, già difensore nel cosiddetto "processo dei professori". Ma per ragioni di opportunità, e forse dietro suggerimento dello stesso, nel dibattimento la difesa è assunta dagli avvocati Passera e Tarello.
Risulta inoltre (interrogatorio del 27 Aprile): "... il 10 Aprile mi recai a visitare la madre e la moglie di Piero Gobetti..." in quanto si presume che il Segre facesse parte della corrente clandestina della "Giovane Italia" (vedere il libro di C. F. Delzell, I nemici di Mussolini, Einaudi, Torino, 1961, pagg. 91). Per capire le sue persecuzioni e la sua confessione, cfr. articolo su L’Astrolabio: "Il lungo assedio, Federico Artusio (U. Segre); vedi anche carteggio Segre-Cortellessa. Il presente articolo è stato ripubblicato in: Umberto Segre: una figura di intellettuale antifascista.
1929: Si laurea all’Università di Torino con Erminio Juvalta (Adolfo Paggi e Annibale
Pastore correlatori) con tesi su M. Blondel: Aspetti e problemi della filosofia dell’azione.7
Arrestato nuovamente in quanto promotore tra i giovani universitari di Torino di una
lettera di solidarietà a Benedetto Croce, dopo il suo discorso sul Concordato. È
condannato a tre anni di confino.8
Di questo periodo è la sua amicizia con il filosofo cattolico Augusto del Noce.9
1930: Si reca in Francia a Aix-en-Provence e incontra l’ormai vecchio filosofo M. Blondel.10
Concorre a un posto di lettore di lingua italiana all’Università di Aix-en- Provence, in Francia, ove si reca in attesa della nomina ufficiale, che però non otterrà.
Il Segre infatti aveva ottenuto il passaporto per la Francia perché si era rivolto personalmente al Capo del Governo, Benito Mussolini, "... l’impegno formale e assoluto di astenermi da qualsiasi atto politico..." (cfr. lettera nel Casellario Politico Centrale). Ciononostante il Regime non mantenne la parola continuando a perseguitarlo. Seguiamo la vicenda con i documenti:
a)La cartolina (21/2/1930) inviata al suo amico V. E. Alfieri: "... io prenderò servizio non appena mi sia giunta la conferma ministeriale; per intanto, un dieci-quindici giorni, è opportuno che abiti a Marsiglia, poiché gli studenti di Aix, per impazienza, potrebbero premere per farmi insegnare subito..."
b)Lettera del Segre a Gentile (14/3/1930): "ottenuto il passaporto, mi sono recato qui, ad attendere la conferma della P. I. di Parigi al mio lettorato; ero stato designato dalla Facoltà all’unanimità..., oggi il prof. Mignon di Letteratura Italiana, che le scriverà direttamente del mio caso, mi comunicava che la P. I. di Parigi ha dato parere sfavorevole. Nessuno dei professori della facoltà di Aix si spiega di questo fatto, se non con un parere negativo dell’Autorità italiana,... S. E. Giuliano, che mi aveva promesso il Suo appoggio, avrebbe dato un parere negativo...".
Avendo dovuto rinunciare all’incarico di Aix, in seguito il Ministero della P. I. francese riconosce al Segre, come riparazione, una borsa di studio di fr. 4000, che gli consente di recarsi a Parigi per conseguire il dottorato alla Sorbona.
Collabora in Francia alle riviste La Mediterranée11, L’Européen12 e Le feu. In Italia alla
rivista Leonardo. Di nuovo arrestato in occasione della visita del principe ereditario a Torino, dove era ritornato temporaneamente, per motivi familiari.
1932: Consegue la specializzazione in letteratura comparata alla Sorbona di Parigi. Insegna lingua italiana all’École Fénelon di Parigi13 (istituto cattolico presso cui è raccomandato da M.
Blondel).
Ritorna in Italia; si trasferisce a Cagliari e qui intraprende l’insegnamento al R. Liceo Ginnasio Dettori.14 Nello stesso anno sposa civilmente Elena Cortellessa che sarà la compagna della sua tormentata esistenza.
1933: Consegue l’abilitazione all’insegnamento in Filosofia e Storia.15 Nel ’34 a Cagliari gli viene concessa l’iscrizione al PNF e dà lo scritto del concorso; per motivi di malattia non può dare l’orale. Non potrà sostenere il successivo concorso del 1935, in quanto gli viene sospesa la tessera da Roma per accertamenti circa la sua posizione di antifascista. In seguito la tessera non gli verrà più concessa e pertanto non potrà sostenere i concorsi ed entrare nei ruoli dello Stato. Scrive a D. Cantimori da Bressanone, il 29 Gennaio 1935:
"... devo prospettarmi ancora un avvenire malcerto di supplente, che basterà al mio stretto
sostentamento...". Tale diritto gli sarà tolto in seguito, perché non potrà avere, come non iscritto al PNF, supplenze in istituti pubblici e dovrà rassegnarsi ad emigrare a Milano ("...ho sempre pensato che fosse più difficile vivere qui, in una congiura virtuale di vent’anni,
che allo sbaraglio in emigrazione" -"Il lungo assedio", Federico Artusio (Umberto Segre), dove gli sarà facile insegnare in istituti privati.<
1934: Lascia Cagliari, ammalato di tubercolosi, per Bressanone, dove rimane per due anni.
1935: A Bressanone scrive un saggio-recensione (in.) sul libro di Rodolfo De Mattei // problema della democrazia dopo l’Unità. Inoltre sono stati trovati due quaderni inediti di riflessioni filosofiche risalenti a quell’epoca. Muore a Torino il fratello minore, Vittorio,
ingegnere, sionista affiliato all’associazione Keren Kagermeth Leisrael, che viveva a Beirut.
1936: Viene a Milano e vive dando lezioni private e dedicandosi agli studi filosofici.16
1938: Si iscrive al Partito d’Azione clandestino.
Le leggi razziali aggravano la sua posizione di fronte alla dittatura.
Nasce Vera che gli amici antifascisti circondano di grande affetto.17
1940: Viene mandato al confino a Camerino, dove, per qualche tempo, ha la compagnia della piccola Vera. In seguito viene rinchiuso nel campo di concentramento di Urbisaglia (campo di concentramento di Sforzacosta), dove incontra Bruno Pincherle.
1942: Un suo saggio viene pubblicato in America nei Quaderni Italiani (n. 2, agosto 1942), "Correnti di pensiero in Italia sotto la dittatura, Il ricorso religioso".18 La posizione della figlia Vera si aggrava. Il Comune di Milano, con atto n. 6059 di protocollo del 28 febbraio 1942, chiede all’ufficio competente "Il giudizio sulla posizione razziale di Vera Segre" nata da matrimonio misto. Umberto Segre aveva dichiarato, per salvare la figlia dalle leggi razziali, "di non aver fatto dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica". Contrae inoltre matrimonio cattolico, celebrato dall’antifascista don Vincenzo Locati, il 30 giugno 1941, nella parrocchia di S. Francesca Romana a Milano.
1943: Lascia l’Italia per la Svizzera, raggiunto in seguito dalla moglie e dalla figlia, ricercato per ragioni razziali e politiche.19
In Svizzera Umberto Segre va prima al campo di Hemberg, e in seguito a Samaden. Insegna, quindi, nella casa per studenti internati prima a Davesco e dopo al Castello di Trevano a Lugano.
Incontra la moglie e la figlia a Monte Brè (Lugano). Il pellegrinaggio continua col trasferimento, prima a Seewis (Cantone dei Grigioni) e, infine, a Clarens (Losanna).
Ritorna in Italia nei primi giorni del maggio 1945. Elena Segre racconta in una lettera alla madre (11 novembre 1943) il passaggio in Svizzera... "Poi, una volta alle falde del "pizzo Scalino" (m. 3.322), nevai e nevai, spesso ghiacciati, con passaggi assai difficili, ... per continuare Veruccia sempre a cavalluccio..." (Da Caspoggio (SO) a Poschiavo (Svizzera).
1944: La famiglia di origine viene distrutta dalla ferocia nazifascista nei campi di sterminio. La madre Ida Luzzati e la sorella Elena vengono arrestate durante il rastrellamento a Roma insieme ad altri 1.257 ebrei. Da palazzo Salviati dove sono rinchiusi, vengono poi condotti alla stazione Tiburtina il 18 ottobre 1943, caricati in 18 carribestiame, con destinazione Auschwitz, via Brennero. La mamma Ida muore lungo il viaggio e la sorella Elena è inviata alla camera a gas il 23 ottobre 1943. Avevano rispettivamente 61 e 33 anni: "... Sono uscite da Porta Pinciana con una estrema dignità e fermezza... ". (Lettera di Umberto Segre ad Elena 11/9/1945).
Mario Segre, sua moglie Noemi Cingoli con il figlioletto Marco di due anni vengono arrestati su delazione il 5 aprile 1944. (Erano ospiti presso l’Istituto Svedese di studi classici in Roma, che godeva dell’extraterritorialità). Vengono rinchiusi a Regina Coeli, in seguito trasferiti nel campo di raccolta di Fossoli, vicino a Carpi (?). Partono da Carpi il 16 maggio 1944 per Auschwitz.
Il convoglio arriva a Birkenau il 23 maggio 1944. Frida Misul, ebrea livornese sopravissuta ad Auschwitz, in una lettera a Umberto Segre, riporta le ultime parole di suo fratello:
«...che ci si disse "Coraggio domani c’incontreremo di nuovo"». Muoiono nelle camere a gas il 23 maggio 1944.20
1945: Ritorna in Italia, ove riprende le sue battaglie come democratico ed intellettuale. I primi saggi filosofici vengono pubblicati sulla rivista Costume di Milano. In particolare: "Il personalismo di Michelstaedter", settembre e ottobre.21 In seguito, sempre su Costume escono altri saggi.22
1946: Collabora alle riviste Omnibus e Il Mercurio di Milano.
Aderisce al manifesto del Movimento della Democrazia Repubblicana, con F. Parri.23 Di questo periodo è il saggio su La Rassegna d’Italia:
"La filosofia della pratica nell’unità dello spiritualismo assoluto".24
Collabora alla redazione delle voci del Dizionario di Cultura e Politica, a cura di A. Basso.
Scrive editoriali sul Corriere Lombardo e sul Corriere di Milano. In luglio è inviato speciale a Parigi.
1948: È redattore de Lo Stato Moderno di Milano.25
Sulla rivista Relazioni Internazionali di Milano analizza la situazione francese nel dopoguerra.26
Collabora con L’Illustrazione Italiana di Milano, fino al 1950.27
1949: Consegue la libera docenza in Filosofia morale.
Su invito dell’Associazione Cecoslovacca della Stampa si reca a Praga.28
1950: Diviene editorialista del Giornale dell’Emilia di Modena e scrive anche su Il Resto del Carlino di Bologna. Inoltre collabora col Sole di Milano. La sua collaborazione al quotidiano 24 Ore diventa continuativa.
È di questo periodo il suo saggio sulla rivista L’Industria di Milano: "Sindacalismo e potere
politico".29 Un altro studio è: "L’integrazione politica dell’individuo nello storicismo".30
1952: La rivista Confluence di Harvard porta, nel suo primo numero, il saggio: "Truth and
politics; the truth of politics".31
1953: Collabora alla rivista Il Mondo di Roma. Sono di questo periodo gli articoli sulla rivista Settimo Giorno di Milano, con lo pseudonimo Sandro Mauri. Con lo pseudonimo Aladino scrive, poi, su Nuova Repubblica di Firenze, nelle rubriche Italia Oggi e Italia politica, analizzando la particolare situazione italiana di quel momento: si cita, tra l’altro,"Il passaggio delle forze socialiste nell’area governativa". È editorialista della Libertà di Piacenza. È da ricordare, tra l’altro, il saggio "Il pensiero etico-politico di Russell".32
1954: Assume l’incarico di Storia delle dottrine economiche all’Università Statale di Milano. Interviene nel dibattito sulla C.E.D. con uno studio sulla rivista Studi Politici di Firenze: "I partiti socialisti e il dibat-tito sulla C.E.D".33
Collabora alle riviste milanesi L’Europeo e Mondo Economico34. Partecipa, intensamente, alla vita politica milanese e tiene mensilmente al «Circolo della Riforma» una Rassegna politica del mese.35
1955: Va menzionato il saggio su Esprit. "Le parti socialiste italien".36
1956: Dal 1956 al 1964 collabora alla rivista Il Punto di Roma.37
Partecipa alla fondazione del quotidiano Il Giorno di Milano, di cui sarà commentatore politico fino alla propria scomparsa.
1957: Collabora alla redazione di alcune voci del Dizionario di filosofia, a cura di A. Biraghi.38
1958: Assume l’incarico di Filosofia morale all’Università Statale di Milano.
1959: Appaiono, da ora in poi, continuativamente, suoi articoli sulla rivista Il Ponte di Firenze. Sulla rivista Aut-Aut di Milano viene pubblicato il saggio su J. P. Sartre: "Questions de méthode".
1963: E da ricordare il saggio su "Vailati e la discussione sul socialismo".39<
1964: A Trento, all’Istituto Universitario di Scienze Sociali, nell’ambito del Corso di Dottrine Sociali, tiene un corso monografico: Economia e politica nel pensiero di D. Hume.
Collabora alla R.A.I.-T.V. italiana.40
1965: Nello stesso Istituto di Scienze Sociali di Trento, tiene un corso sulla Storia della società industriale.
1966: Collabora alla Televisione Svizzera di lingua italiana.41
1967: Cessa ufficialmente la collaborazione alla rivista L’ Astrolabio di Roma.42
Viene pubblicata, sulla rivista Relazioni Sociali di Milano, la relazione tenuta al teatro Lirico di Milano, sul problema del Vietnam, con il titolo "Guerra nel Vietnam e rapporti Europa-Stati Uniti".
L’impegno del suo neutralismo attivo è esposto anche nel saggio "Atlantismo e neutralismo nella politica estera italiana".43 "Confluenza delle sinistre: sofistica e dialettica" rappresenta una tra le preminenti espressioni della sua saggistica politologica.44
Sono da ricordare, sulla problematica socialista, i due saggi:
"Politica di potenza e autonomia delle sinistre" e "L’occasione socialista".45 Collabora alla rivista Il Confronto.
Dirige, per la casa editrice Marsilio di Padova, una Collana sulla situazione degli ultimi vent’anni della storia sociale, politica, economica e culturale del nostro paese. Collabora, di nuovo, alla rivista Fiera Letteraria con l’articolo "La morale è solo all’opposizione?".46
1968: Con lo pseudonimo Astolfo scrive su Sette Giorni di Roma.
1969: Dà vita alla rivista Politica Internazionale di Firenze, con Gianpaolo Calchi Novati.
Il suo ultimo editoriale compare sul quotidiano Il Giorno e concerne la questione dell’Alto Adige, che aveva seguito nei suoi vari sviluppi in veste di studioso e di giornalista.47
L’interesse verso la problematica giovanile, in quanto manifestazione di crescita democratica, lo porta ad un’analisi della situazione istituzionale, con particolare riguardo al fenomeno dei gruppi spontanei.48
Su i Propilei49 è riportato il saggio "Ideologia e società"; così nel volume 20° secolo, storia del mondo contemporaneo si ritrova lo studio "Cultura e Società".50
Dall’Amministrazione Comunale di Milano gli viene conferita la medaglia d’oro di benemerenza civica.51
Muore il tredici dicembre ed è sepolto nel piccolo cimitero ebraico di Moncalvo Monferrato.52
NOTE
1 Ed. Athena, Milano, introduzione di S. Caramella.
2 Lettera di G. Rensi a U. Segre, 16/7/1926 (in.); lettera di U. Segre alla rivista Nord-Sud, giugno 1961; lettera di U. Segre alla rivista L’Astrolabio, 18/6/1961; Lettera aperta del fascista Vincenzo Poggi: "Schiaffeggio per la seconda volta il prof. Carlo Rosselli " in Il Littorio anno 1, n. 17, maggio 1926, "... non certamente vi disprezzano, o professore, i pochissimi che rispondono al nome di Manzitti, Segre e compagni: Similia similibus, professore Rosselli..." in G. Bianco - C. Costantini "Un episodio dell’opposizione democratica al fascismo" (1926-1928) in Miscellanea di storia ligure in onore di G. Falco, ed. Feltrinelli, 1962, Milano;
Pietre - Antologia di una rivista (1926-1928), a cura di G. Marcenaro ed. Mursia, 1973, Milano.
3 Lettera di U. Segre a N. Tranfaglia, 4/2/1968, in Carlo Rosselli -Dall’interventismo a Giustizia e Libertà, ed. Laterza, 1968, Bari, pag. 221; lettera di E. Alpino a U. Segre, 18/6/1967, (in.).
4 Cartolina postale di A. Guzzo a U. Segre, 25/8/1928 (in.).
5 A. Capitini: Antifascismo tra i giovani, ed. Célébes, 1966, Trapani, «... La Normale si portò malissimo con i due valentissimi giovani che si laurearono altrove», pag. 16; lettera di A. Carlini a U. Segre, 26/5/1928: «... Credo che vi rendete ben conto del danno procurato dalla vostra inconsideratezza (spero ancora che così si possa qualificare la vostra colpa) all’università, alla Scuola Normale soprattutto,oltre che a voi stessi...» (in.); commemorazione di A. Capitini, su invito dell’Amministrazione Provinciale di Pisa, in «Contributo della Scuola Normale Superiore all’opposizione antifascista» 2/10/1965; E. Camurani: "La lotta fascista nel 1928 contro la cultura d’opposizione liberale", La Tribuna, 28/12/1975.
6 E. Alpino, "Un incontro con Croce" in La Cultura, 1964 pag. 74 «... Nel primo pomeriggio di quel 30 settembre, in compagnia di Umberto Segre (da poco liberato dal carcere) salii le scale del palazzo di via XX settembre 11, dove il filosofo era in quei giorni ospite dei cognati Rossi...»; lettera di B. Croce a U. Segre, 19/8/1928 «... Sono assai lieto che Ella sia stato messo in libertà ...» (in.); lettera di B. Croce a Ida Segre Luzzati, 25/8/1928 (in.).
7 Lettera di E. Bonaiuti a U. Segre, 11/12/1929, sulla pubblicazione di un saggio su M. Blondel (in.); lettera di P. Archambault a U. Segre, 5/10/1929 (in.).
8 S. Bonacossi Contini e L. Ragghianti Collobi (a cura di), Una lotta nel suo corso, ed. Neri Pozza, 1954, Venezia, pag. 352; V. E. Alfieri: "Umberto Segre", in Bollettino d’informazione ai soci della Società fra ex alunni della Scuola Normale Superiore, Pisa, dicembre, 1970.
9 Lettera di A. Del Noce a U. Segre, 5, 1, 1933 (in.).
10 U. Segre, "Visita a un Saggio", La Fiera Letteraria, 4/5/1930, Milano; H. Bremond: M. Blondel, Correspondance II, ed. Aubier, 1972, Paris «... Un jeune Italien qui me fait songer à Spinoza adolescent, Umberto Segre (vingt-deux ou vingt-trois ans), docteur (cum summa laude) à l’Université de Turin ...», pag. 383; epistolario Blondel-Segre (in.). Le fotocopie delle lettere di M. Blondel sono state consegnate agli «Archives Blondel» dell’«Institut supérieur de Philosophie» di Lovanio. 11 U. Segre, Simples propos sur la poésie de Carducci, pag. 112, 1, juin, 1930, Marseille.
12 U. Segre, Appel à l’ésprìt classique, 30/4/1930, Paris.
13 Fortunatamente, di questo periodo, si sono rintracciati molti saggi inediti; tra questi: La jeunesse de Sainte-Beuve; Appunti per la lettura dell’Esquìsse d’une morale sans obligation ni sanction, di J. M. Guyau.
14 Lettera di D. Cantimori a U. Segre (senza data) (in.)<
15 U. Segre potè sostenere l’esame di abilitazione in quanto, per le nozze del principe ereditario, gli fu condonata la condanna per «oltraggio al capo del governo».
16 Tutti gli scritti filosofici di questo periodo sono inediti; tra questi: Chiarimenti di etica; Pensieri vari di filosofia e religione; La religione della libertà.
17 Lettera di A. Capitini ai coniugi Segre: «...Possa la gentilissima Vera non vederci mai tradire la persuasione che custodiamo e accresciamo in queste prove quotidiane...», 30/11/1938 (in.).
18 U. Segre non fu in grado di precisare ad A. Capitini come fosse giunto in America il saggio in oggetto; si veda, inoltre, A. Capitini: L’antifasciscmo tra i giovani, ed. Célébes, 1966, Trapani, pag. 92.
19 Lettera del Comune di Lodi, 21/12/1943, alla Prefettura di Milano in risposta al telegramma N. 1701; Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia Svizzera - divisione di Polizia, rif. N. 16/901/B;
16/901/MO/GUI.
20 Actes et Documents du Saint-Siège relatifs à la seconde guerre mondiale, vol. X, pag. 216: Démarche en faveur du professeur Segrè, arrêté par les Allemands. Il professor Mario Segrè, cittadino italiano di razza ebraica, scienziato di fama mondiale per i suoi lavori di epigrafia classica, è stato arrestato il giorno 5 aprile u.s. con la moglie ed il figlioletto di pochi mesi dalla Polizia Repubblicana. La notizia per esteso è: Mario Segrè (1906-1944), fut arrêté avec sa famille le 5 avril par la polke fasciste. La Secrétairie d’État en fut informée par le secretaire de l’Ambassade du Brésil, Redig de Campos, le 6 avril; Mgr Montini annote à la lettre à 16 heures: "Il Comm. Belardo ha già interessato il commissariato di Borgo: il prof. Mario Segrè è già stato trasferito in mano tedesca! con la moglie e il bambino!" (A.S.S. Razza 1944/r). Al presente il prof. Segrè si trova detenuto a Regina Coeli a disposizione delle Autorità germaniche. Si implora dalle competenti Autorità germaniche il rilascio dell’intera famiglia Segrè. L’intervento si è esteso secondo quanto è stato affermato e cioè:
Le 15 avril le même secretaire répéta sa demande à Mgr Montini: "Pare ora a tutti coloro che si sono prodigati in questa opera di umana solidarietà che non resti altro da tentare che un personale intervento dell’Eccellenza Vostra presso l’Ambasciatore Weizaicker". Mgr Montini annote le 17 avril: "Parlato all’Ambasciatore di Germania". Déporté, il mourut à Auschwitz.
L. Robert, Allocution à l’assemblée du 13 Juin 1946 de l’Association pour l’encouragement des études grecques, Revue des Études Grecques, LIX-LX (1946-47), pag. XXXVIII... "perte très grave pour l’épigraphie, perte irréparable pour la science italienne". Ricordo di Mario Segre epigrafista e insegnante. Torino 1904 -Auschwitz 1944, edito dal liceo classico statale "G. Carducci" Milano, a cura di Davide Bonetti e Riccardo Bottoni.
21 Su Michelstaedter: lettera di V. Arangio Ruiz a U. Segre, 23/11/1928 (in.); lettera di G. Chiavacci a U. Segre, 9/12/1928 (in.).
22 Croce e Goethe (febbraio 1946); Intorno all’etica dell’opera (aprile 1946).
23 C. L. Ragghianti, Disegno della liberazione italiana, ed. Nistri-Lischi, Pisa 1962.
24 Su Rassegna d’Italia, vedere inoltre "Un mito dell’uomo e la realtà della forma", (N. 9, 1946); L. Anceschi in Costume (N. 3/1946) scrive: «... Segre ha circoscritto la validità della "protesta per l’uomo", propria di un’estetica sociologica, alla funzione di uno stimolo, inteso a sollecitare l’interpretazione del formalismo idealistico come teorizzazione speculativa della concretezza dell’opera...».
25 Lo Stato Moderno - Antologia di una rivista, a cura di M. Boneschi, ed. Comunità, 1967 Milano.
26 "La terza forza in Francia, 24/1/1948"; "II dilemma della terza forza in Francia, 29/5/1948"; "L’impasse francese, 5/6/1948"; "La crisi francese, 31/7/1948"; "Lotta su due fronti in Francia, 27/11/1948"; "II momento della Francia, 5/2/1949"; "II permanente disagio politico della Francia, 16/12/1950".
27 Lettera di G. Spadolini a U. Segre, 10/4/1950, in merito all’opera dello stesso Spadolini, Papato socialista (in.).
28 Gli articoli dalla Cecoslovacchia sono pubblicati sulla Gazzetta del Popolo, di cui U. Segre è stato editorialista dal 1948 al 1953: "II travaglio della Cecoslovacchia, 26/5/1949; "Gli entusiasti con la cartolina", 1/6/1949; "La ferrea signoria dello Stato, prezzo d’un boccone di pane sicuro", 4/6/1949; "Non so perché hanno paura", 8/6/1949; Brucianti casi di coscienza", 14/6/1949; "Le abdicazioni del pensiero", 17/6/1949.
29 Sulla stessa rivista: "II piano di riforma dei programmi scolastici della Consulta didattica" (1952); "L’esperienza interclassista nella politica tedesca" (1953).
30 In Rivista Crìtica di storia della filosofia ed. Bocca, 1950, Milano
31 Confluence - an international forum, Vol. I, N. I, march 1952, Cambridge, Massachusetts, U.S.A. pag. 14.
32 In Rivista Crìtica di storia della filosofia ed. Bocca 1950, Milano.
33 Sulla stessa rivista: "La Germania di Adenauer" (1954).
34 "La politica democristiana e i problemi di un’economia di sviluppo", 3/7/1954.
35 Altre conferenze, presso i seguenti Circoli culturali: «Casa della Cultura»; «Circolo della Stampa»; «II Camino»; «Club Turati»; «Circolo Perini»; «Corsia dei Servi»; «Mondo Nuovo»; «Centro Puecher»; «Umanitaria»; «Circolo Venturini» e altri. (Per le relative date, si veda il Corriere Lombardo fino al 1956 e Il Giorno fino al 1969; Milano com’è (inchiesta), ed. Feltrinelli, 1962, pag. 717, 719, 727).
36 Esprit, 1/2/1955, pag. 1528, Paris.
37 Tra gli altri articoli, "Le elezioni alla Fiat", 15/4/1961 (lettera di V. Foa, 26/4/1961 «... Quando operai e impiegati della Fiat incontreranno o scopriranno il socialismo, sarà in termini di profonda rottura coll’assetto proprietario e la linea capitalista di sviluppo...» (in.).
38 Dizionario di filosofia, ed. Comunità, 1957, Milano (voci: J. G. Fichte; F. W. J. Schelling; G. W. F. Hegel; Dialettica).
39 In Rivista Critica di storia della filosofia ed. La N. Italia, 1963, F. III, Firenze.
40 Per quanto riguarda la sua collaborazione alla R.A.I. nei primi anni dopo la Liberazione non si è rintracciato alcuno scritto. È bene ricordare, invece, poi: "Il pensiero economico nell’Illuminismo italiano" in La cultura illuministica in Italia, a cura di M. Fubini, ed. E.R.I., 1964, Torino, pag. 229; "Storia del partito moderno", Terzo programma, quaderni trimestrali, N. 2, ed. E.R.I., 1964, Torino, pag. 148; "II principio della non violenza nel pensiero occidentale", Terzo programma, quaderni trimestrali, N. 3, ed. E.R.I., 1965, Torino, pag. 70.
41 Tra le altre trasmissioni va ricordata quella in tre puntate: Come si forma il giudizio politico (Lugano, 1968).
42 F. Pani risponde all’articolo della Voce Repubblicana del 9 settembre 1967, "Una Repubblica conciliare?", con "Sonnolenza e opulenza", prima; poi, col trafiletto: «... Non è l’antica amicizia che muove le mie osservazioni: è la considerazione della piena libertà dello scrittore, e dei modi e delle forme ch’egli preferisce per esprimersi, che deve essere riconosciuta ad uno studioso di alta intelligenza, di superiore cultura e di sincera buona fede di ricercatore. Rincresce molto che la Voce non abbia rispettato questa norma elementare di un costume giornalistico civile».
43 La politica estera della Repubblica italiana, ed. Comunità, 1967, Milano.
44 Ideologie, ed. Ideologie, 1967, Padova, N. 1, pag. 26.
45 Le ragioni politiche, ed. Marsilio, Padova, 1967.
46 La Fiera Letteraria, 14/9/1967, Milano.
47 Il Giorno: "La più giusta chiusura", 9/12/1969.
48 I gruppi spontanei e il ruolo della contestazione, ed. L. Feltrinelli, 1969, Milano.
49 Propilei, Vol. X, ed. A. Mondadori, 1969, Milano.
50 20° Secolo, storia del mondo contemporaneo, ed. A. Mondadori, Vol. I, 1970, Milano.
51 Con la seguente motivazione; «Giornalista, editorialista di politica internazionale in pubblicazioni di alto livello, docente di dottrine del socialismo e di filosofia morale, reca nella sua vasta opera il segno di una rara competenza e di una esemplare nobiltà di principi rafforzata dalla lotta contro il totalitarismo e dalla condizione di unico superstite di una famiglia deportata dai nazisti durante la ultima guerra mondiale» (I dicembre 1969).
52 Telegramma di G. Saragat, Presidente della Repubblica Italiana: «... La cui scomparsa costituisce una grave perdita per il giornalismo che egli ha così nobilmente servito. La sua vita è stata un alto esempio di dedizione alla causa della libertà e della democrazia per le quali egli aveva duramente lottato e sofferto...» (14 dicembre 1969), (Il Giorno, 15/12/1969).