
Di anni 34. Nato a Roma il 10 giugno 1910. Sposato, padre di due figli. Di professione Ufficiale del Regio esercito. Frequenta l’Accademia militare di Modena e, dopo averla terminata con profitto, entra a far parte dell’8º Reggimento alpini, impiegato nelle campagne in Jugoslavia, Grecia ed Albania. Ammalatosi in guerra, viene rimpatriato. Promosso a Capitano, dopo un breve periodo di insegnamento alla Scuola militare di Bassano, ritorna sul fronte albanese, in qualità di addetto allo Stato Maggiore dell’VIII Corpo d’Armata. All’annuncio dell’armistizio si trova a Firenze. Il 14 settembre, dall’albergo Fenice scrive alla moglie una lettera in cui manifesta tutti i suoi dubbi sulla decisione da prendere: "Mia piccola cara, oggi sono di fronte a questo dilemma: o presentarmi nel termine di 24 ore al Comando Territoriale di Firenze, che obbedisce ai tedeschi, o darmi alla macchia per mantenermi fedele al mio giuramento". Rifiutatosi infine di collaborare coi nazifascisti, si sposta in Friuli per organizzare le prime sacche di Resistenza armata in val Pesarina. Nel marzo del 1944 rientra ad Udine, dove risiedeva, e trova ad attenderlo la cartolina di richiamo alle armi inviatagli dalle autorità della R.S.I. (Repubblica sociale italiana), a cui però decide di non obbedire. Ritornato in montagna, nell’agosto del 1944 diventa comandante della 1ª Brigata Osoppo, che riorganizza dopo i rastrellamenti del settembre 1944, trasformandola in Gruppo Brigate Osoppo dell’Est. Nel dicembre del 1944, la già difficile situazione interna al movimento di liberazione friulano si aggrava a causa delle tensioni tra i partigiani osovani e garibaldini, che sfociano nell’episodio della strage di Porzûs. Il 7 febbraio 1945 alcuni partigiani garibaldini circondano le baite alle Malghe Topli Uork (poi dette "di Porzûs") in cui ha sede lo Stato Maggiore delle formazioni Osoppo. Catturato, De Gregori è immediatamente passato per le armi assieme a Gastone Valente (delegato politico del Partito d’Azione) ed Elda Turchetti (segnalata come spia da Radio Londra e recatasi alle Malghe per chiarire la sua posizione). Anche la giovane recluta Giovanni Comin perde la vita durante un tentativo di fuga, mentre Aldo Bricco, giunto a Porzûs per sostituire proprio De Gregori (destinato ad altro incarico), riesce a mettersi in salvo malgrado le ferite. Gli altri componenti del comando di brigata vengono tutti fatti prigionieri e condotti al Bosco Romagno (nel comune di Cividale de Friuli, UD) per essere interrogati. Nei giorni seguenti, tra l’8 e il 20 febbraio 1945, verranno quasi tutti uccisi in diverse località della zona e due soltanto saranno invece risparmiati.
Dopo la liberazione, a Francesco De Gregori è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Autore della presentazione: Igor Pizzirusso