| INSMLI - Regolamento Soci |
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REGOLAMENTO PER L’ACQUISIZIONE DI NUOVI SOCI, L’INTITOLAZIONE DEGLI ISTITUTI E LA CANCELLAZIONE DI SOCI INADEMPIENTI O INATTIVI
(Approvato dal Consiglio generale del 15 dicembre 2004)
Nuovi soci
Le procedure di adesione sono definite dallo Statuto (art. 4). Il CDA istruisce la pratica che viene portata alla valutazione e alla decisione del Consiglio Generale. Se la richiesta di adesione viene accolta il nuovo socio fa parte dell’associazione dalla data di versamento della quota associativa (o di frazione di essa se l’adesione avviene in corso d’anno).
Criteri per l’accettazione di nuovi soci
I criteri per l’accettazione di nuovi soci sono: - orientamenti culturali del soggetto che avanza la richiesta: non solo un generico orientamento allo studio della contemporaneità, ma devono essere riconoscibili riferimenti alla resistenza e all’antifascismo come elementi costitutivi dell’identità culturale del richiedente; - strutture: la presenza o meno di archivi, strutture bibliotecarie e/o informatiche e di capacità di agire sul piano della didattica e della comunicazione con fini culturali coerenti con quelli definiti dallo Statuto dell’Associazione; - compresenza sul territorio di riferimento di altre strutture culturali e di ricerca con finalità analoghe Qualora uno o più degli elementi citati fossero assenti o fossero riconosciute delle incompatibilità, sarebbe opportuno utilizzare la formula già in uso “enti collegati”, che consente la partecipazione alla vita sociale e culturale della rete degli Istituti senza diritti associativi; oppure praticare la via della convenzione in modo che i rapporti tra Nazionale e i soggetti culturali richiedenti vengano definiti in modo esplicito e con vantaggio reciproco. Quindi le figure possibili sono: - istituti associati - enti collegati - enti convenzionati La natura del rapporto tra il Nazionale, la rete e i soggetti convenzionati e collegati deve comparire nella ragione sociale dei singoli enti (Istituto, o Museo, o Centro associato, convenzionato oppure collegato all’INSMLI). Anche nella ragione sociale dei singoli Istituti della rete andrebbe esplicitata l’associazione all’INSMLI (così come nella documentazione ufficiale).
Intitolazione degli Istituti
A questo proposito occorre rilevare che la maggioranza degli Istituti della rete ha ormai adottato la definizione Istituto storico della resistenza e della storia contemporanea, condensando nella definizione sia la specificità genetica dell’Istituto sia l’apertura alla contemporaneità. Una minoranza non ha seguito questa modalità per cui o è rimasto il solo riferimento alla Resistenza, oppure, in qualche caso, questo è stato sostituito con il riferimento più generale alla sola storia contemporanea. Mentre si raccomanda ai primi di ridefinirsi accostando al riferimento resistenziale anche quello della contemporaneità, per affermare una valenza culturale più aperta, per i secondi c’è da rilevare un problema già emerso nella discussione in Consiglio Generale del 15 dicembre 2003: intanto si viene a perdere una specificità che differenzia i nostri Istituti da tanti altri soggetti culturali che operano in ambito contemporaneo, ma ci sono anche alcune conseguenze concrete da valutare. Poiché l’utilizzo delle risorse informatiche è sempre più diffuso nelle attività di ricerca (di archivio, di materiali didattici, bibliografici o nelle consultazioni delle attività svolte da interi settori culturali), l’assenza di parole chiave come resistenza, antifascismo, movimento di liberazione può avere effetti negativi, soprattutto nel caso di ricercatori (e nel tempo cresceranno) che non conoscano direttamente la realtà degli Istituti. Si può produrre un effetto non voluto di autoesclusione dalla consultazione, che è esattamente il contrario degli obiettivi che i nostri Istituti per definizione intendono perseguire.
Cancellazioni
Anche le cancellazioni sono regolate dallo Statuto (art. 4). La pratica viene istruita dal CDA e delibera del Consiglio Generale. Il CDA suggerisce una certa cautela nel deliberare le cancellazioni perché le motivazioni che possono portare alcuni Istituti a non soddisfare alle esigenze dell’associazione possono essere diverse. Si può utilizzare la categoria della sospensione, ad esempio quando un Istituto non ottempera nei tempi dovuti al pagamento della quota associativa. L’Istituto sospeso può partecipare all’attività del Nazionale (assemblee, gruppi di lavoro ecc…) senza diritto di voto; è penalizzato nella distribuzione dei comandi e delle risorse per le attività di ricerca e didattica e con la mancata fruizione di servizi prestata dal Nazionale e/o dalla rete. Quando per ragioni gravi l’Istituto non possa continuare l’attività, la categoria della sospensione può essere attivata per poter ricercare eventuali possibilità di ripresa dell’attività; comunque la decisione della cancellazione deve avvenire sulla base di un’istruttoria documentata presentata dal CDA. Questa cautela è dettata dal fatto che è interesse generale cercare di far crescere la rete e non ridurla, per cui ogni possibilità di ripresa dell’attività di un Istituto va adeguatamente valutata sia nelle condizioni date, sia per il futuro.