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Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia
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Origini della Costituzione III. Prolusione di Oscar Luigi Scalfaro
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  • La Resistenza e la Repubblica
    Miei carissimi giovani così pazienti, ci sono tre momenti nella nostra storia che nessuno potrà separare l'uno dall'altro. Il primo è questa lotta di resistenza, il "no" alla dittatura fascista, sia quella che ha preceduto l'8 settembre sia quella che è seguita. Perché è importante? Perché da quella lotta discende la Repubblica, un altro fatto storico rilevante. Si potrà, per polemica politica, cercare di dividere questi due momenti, ma è tempo perso, non c'è mestiere più infame e inutile che quello di cambiare i fatti. Quando iniziai la mia carriera di magistrato il Presidente del Tribunale mi disse "lei ha studiato, ha vinto il concorso, chissà quante cose sa, si ricordi, sia che lei faccia il civile e sia che lei faccia il penale, si ricordi di studiare il fatto - attenzione - perché quanto più lei studierà il fatto, tanto meno errore farà nel giudicare", cioè quel saggio magistrato mi faceva già capire che non avevo l'infallibilità nel giudicare e concluse con questa frase, che vale sempre: "perché il fatto è sacro e neanche Dio può mutarlo da così come si è verificato". Non dimenticatelo mai, perché questa è una realtà formidabile nella vita.

  • Il ritorno della democrazia
    Tra i momenti più salienti della nostra storia recente, il 25 aprile, la liberazione e il CLN, Comitato di Liberazione Nazionale decise che si votasse per la prima volta dopo la dittatura per i Comuni (marzo1946), quindi la libertà ritornò proprio nei comuni che hanno avuto una parte così rilevante nella storia d'Italia. Poi il 2 giugno si è votato per la scelta istituzionale tra monarchia e repubblica. Considerato come si era comportato il Re era logico che la monarchia non potesse vincere, anche se c'erano sentimenti di simpatia nei confronti della casa reale e bisogna dire che questo passaggio alla repubblica non è mai stato una sconfessione della storia e neanche delle glorie di Casa Savoia. Se voi pensate che il monumento che più ci sta a cuore, che è l'Altare della Patria, dove c'è un soldatino della guerra '15-'18 ignoto, che più nessuno sapeva di chi fosse, quali fossero suo padre, sua madre o i suoi fratelli, lì c'è un monumento solo a una persona, c'è il monumento a cavallo di Vittorio Emanuele II, considerato padre della Patria, quindi c'è una distinzione saggia, giusta, perché il fatto non può essere mutato. E' molto bello.

  • L'Assemblea Costituente
    Fummo eletti in 555 all'Assemblea Costituente. Avevo ventisette anni e poi avreste il diritto di chiedermi "che cosa sapeva?". Poco sapevo, mi ero laureato in legge, avevo vinto il concorso da magistrato, avevo vissuto sofferenze mie e altrui, però la vita vi insegnerà che un conto è vivere esperienze anche pesanti a vent'anni, venticinque, ventotto e un conto è vivere le stesse a cinquanta, cinquantacinque, sono maturità diverse, il modo di percepirle è diverso. Ripensando a quell'esperienza e rileggendo la Costituzione penso di aver avuto fegato, devo dire un bel fegato, a quell'età ad alzarmi a discutere qualche articolo, ma quando si è giovani si ha diritto a comprensione, le attenuanti generiche non si negano mai a nessuno. Eravamo 555, per questo mi suonò un po' strano quando qualche anno fa, in quella stagione caldissima ci siano stati 5 parlamentari della maggioranza che salirono sulle vette delle Dolomiti per discutere la riforma costituzionale. E' vero che viviamo in epoche in cui le sintesi sono forti e si ragiona in pillole, ma insomma mi era parso che fosse una sintesi anche eccessiva.

  • La Carta Costituzionale e la persona umana
    E' nata la Carta Costituzionale, ha un marchio questa Carta, in questa Carta risorge, la Persona Umana, questo è il punto focale e questa è la distinzione tra la dittatura e la democrazia: la dittatura mortifica la persona. Nei primi articoli, nei primi undici articoli della nostra Carta, si dice che la persona umana, il cittadino, è titolare dei diritti e partecipa alla vita dello Stato, quegli articoli sono un dialogo tra il cittadino e lo Stato. Lo Stato non nasce con prepotenza, ma perché i cittadini lo fanno nascere, e lo Stato deve pensare alla persona, incominciando da quella più emarginata e più debole, per consentirle di camminare e tenere il passo con gli altri! La Carta proclama i diritti della Persona, ma che cosa è la politica se non la capacità di fare in modo che quei diritti scritti diventino realtà vissuta per tutti i cittadini? Questo è un tema che non si estingue mai,perché è un divenire continuo, quindi anche oggi c'è lo spazio per una politica con la P maiuscola. La politica attende voi giovani, comunque schierati, a difendere i valori, i diritti, la dignità della persona umana, fino a quell'incantevole diritto che è l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, sino a quella pacificazione religiosa che dice che tutte le religioni hanno pari dignità, sino a quell'articolo 11 che dice "l'Italia ripudia la guerra", ed è forse uno degli articoli più formidabili!

  • Il ripudio della guerra
    Perché l'Italia ripudia la guerra? Perché il diritto internazionale prevede solo la guerra come legittima difesa, perché sarebbe folle che si sancisse il "diritto di aggressione", sarebbe come riconoscere anche il diritto di rapina, il diritto di omicidio e si arriverebbe in breve ad mondo molto diverso da quello civile nel quale vorremmo vivere

  • Conclusione
    La prima seduta dell'Assemblea Costituente si tenne il 25 giugno del '46, presiedeva Vittorio Emanuele Orlando, che era stato Presidente del Consiglio quando ci fu la vittoria nel 1918 ed era venuto via piangendo da Versailles durante le trattative di pace poiché l'Italia con i suoi seicentomila morti era stata molto maltrattata, comunque era un uomo di grande prestigio. Terminata la seduta, aspettai che si vuotasse l'Aula e andai da lui che scendeva dalla scaletta della presidenza e gli dissi "Presidente, posso stringerle la mano?", lui mi disse "volentieri - lui era professore di Diritto Costituzionale, quindi aveva passato una vita in mezzo ai giovani - ma lei chi è?", allora gli ho detto "guardi professore, il mio nome non le dice niente, io sono un ignoto, mi chiamo Oscar Luigi Scalfaro, ma vorrei dirle perché le volevo stringere la mano: perché in terza elementare noi avevamo un libro che veniva chiamato Il libro dei medaglioni, perché su quel libro c'erano in tondo Camillo Cavour, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, fino a Vittorio Emanuele Orlando Presidente del Consiglio della Vittoria: per me lei esce dal mio libro di terza elementare!". Lui mi strinse la mano e incominciai un'avventura politica che dura da sessant'anni.



La prolusione di Oscar Luigi Scalfaro qui riprodotta fa parte di un cofanetto di 12 DVD che contiene la registrazione delle conferenze e un CD con i testi scritti delle relazioni presentate in occasione delle celebrazioni del 60° della Resistenza.
Produzione "TV Days" sas di Milano. Grafica studio Origoni Steiner.


Il progetto Il percorso della libertà è stato realizzato con il contributo della
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Accessibilità | Team | Credits | On line dal 17-12-2005 | Totale pagine: 32658 » Vedi in dettaglio
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