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Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia
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Origini della Costituzione I. Prolusione di Oscar Luigi Scalfaro
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  • Il significato del 25 aprile
    Un saluto, un ringraziamento per la vostra presenza. Vi propongo una serie di ricordi: non è né una colpa né un particolare merito quello di essere nato in un tempo che mi ha consentito di vivere gli anni del fascismo e quelli della liberazione. Celebriamo in questo 2005 i sessant'anni da quando si è conclusa, con la vittoria, questa grande lotta per la libertà contro il fascismo. La proclamazione dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite, che risale al dicembre del '48, ha un incipit, un avvio splendido, perché all'articolo 1 si legge: "tutti gli esseri umani nascono liberi con la loro dignità, con la pienezza dei loro diritti". Il termine che più mi colpisce è proprio "nascono"; infatti esso implica che l'essere umano non deve dire grazie a nessuno se nasce eguale agli altri, egli è titolare dei diritti primari, è libero, con la pienezza della sua dignità. Se si tratta di una persona che ha una visione trascendente, spirituale e religiosa, allora dirà grazie a Dio, dirà grazie a un essere supremo dal quale viene, nella creazione, anche la sua esistenza. Ma è sempre l'uomo che, nascendo libero, può privare altri uomini della loro libertà ed essi con il loro sangue e il loro sacrificio hanno saputo riconquistarla. Questo è il significato più pieno del 25 aprile del 1945, quando proprio qui a Milano ci fu la conclusione della guerra contro il fascismo e il nazismo.

  • L'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia
    L'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia - fondato da Ferruccio Parri, un combattente per la libertà, con il nome di battaglia "Maurizio", e che poi divenne Presidente del Consiglio dei Ministri, all'inizio della nostra democrazia - è ricco di studiosi che hanno una conoscenza enorme della storia: l'hanno analizzata e indagata, con il solo scopo di poterla raccontare nel modo più vero possibile. Sono molti i docenti, gli studiosi, che gravitano intorno all'Istituto Nazionale e alla sua rete, sono numerose le pubblicazioni curate in vario modo dall'Istituto, per cui è giusto che l'Istituto Nazionale si impegni a celebrare il Sessantesimo della Liberazione impegnandosi in un percorso storico e geografico di una certa complessità

  • Le 12 lezioni
    Desidero illustrare brevemente questo percorso: si tratta di dodici tappe: Catania, dove avvenne lo sbarco che diede una spallata al regime e di fatto rese possibile la caduta del fascismo; Bari, dove ci fu la primissima riunione di tutti i partiti che decisero di formare il CLN e che avevano detto "no" al fascismo e alla dittatura, Napoli con le sue quattro giornate e poi ancora Roma, Cagliari, Bologna, Padova, Firenze, Torino, Genova, Trieste e infine Milano, capitale morale della Resistenza.

  • Il fascismo al potere
    Se analizziamo il passato e cerchiamo di capire come si è arrivati alla lotta di liberazione, dobbiamo rivisitare gli anni che hanno visto la dittatura nascere e svilupparsi in un regime dalle caratteristiche sempre più totalitarie.
    1922. E' bene non dimenticare che il fascismo andò al potere nel rispetto delle norme costituzionali di allora, cioè nel rispetto dello Statuto Albertino, che prevedeva che il Re chiamasse una persona a formare il Governo. Il Re chiamò Mussolini; Mussolini presentò il suo governo, il suo programma, ed ottenne la fiducia.
    Quindi, la nascita della dittatura è avvenuta nel pieno rispetto delle norme.

  • L'omicidio Matteotti
    Occorre dunque essere vigili: non è sufficiente il rispetto delle norme, ma bisogna che un popolo intelligente non smetta mai di salvaguardare la propria libertà. Il fascismo all'inizio sembrava un governo come altri, ma nel 1924 (cito non forse le date più importanti, ma quelle che più mi colpirono e che ricordo con maggiore precisione) ci fu l'uccisione di Matteotti, il capo dell'opposizione, che aveva denunciato in Parlamento i brogli dei fascisti. Avevo solo sei anni ma ricordo assai bene i cortei, le polemiche, le discussioni. Mi sono rimaste impresse. Matteotti a causa della sua coraggiosa opposizione fu trovato massacrato a legnate vicino al Tevere, dove oggi c'è un cippo che lo ricorda. Si badi: un regime democratico non uccide gli oppositori e non li fa uccidere.

  • La fine della democrazia
    Fu così eliminato il diritto di esprimere un voto libero (non c'era ancora il voto alle donne, ma c'rra già il suffragio universale maschile). Tale diritto venne eliminato con la pericolosa amabilità che sanno avere le dittature, che sembrano quasi dire: "caro cittadino, cerco di alleggerirti dagli impegni"! E in breve tempo il Sindaco si chiamò Podestà, il Presidente della Provincia si chiamò Preside... Io sono solito ricordare che allora frequentavo il ginnasio, nella mia città, Novara, e siccome il capo della scuola si chiamava preside quando mi spiegarono che anche il capo della Provincia aveva lo stesso nome rimasi perplesso, perché non capivo quale potesse essere la differenza. E' forse così grave cambiare dei nomi? I nomi si possono cambiare, ma spesso dietro ai nomi si celano i fatti e la verità: infatti il Sindaco era eletto, il Podestà era invece nominato dall'alto; il Presidente della Provincia era eletto, il Preside era nominato dall'alto. Notate questa formula"nominato dall'alto". Occorre pensare se questo "alto" designa un potere legittimo oppure no. In realtà la dittatura fascista che aveva già calpestato fortemente i diritti del cittadino, non era più un'autorità legittima e quindi che legittimità aveva di "nominare dall'alto" delle persone per ricoprire delle cariche che il popolo avrebbe avuto il diritto di scegliere liberamente? Venne poi la volta della libertà di stampa che fu del tutto eliminata, i partiti ad eccezione di quello fascista furono dichiarati fuori legge e così pure i sindacati, tranne quello fascista..

  • La tessera del pane
    1930. Capitò un fatto che ho vissuto in prima persona. Eravamo una famiglia come tante: papà, mamma e due figlioli, l'unico introito era quello di mio padre impiegato alle Poste. Era entrato alle poste dopo aver vinto un regolare concorso, che è un contratto tra lo Stato e il cittadino che risulta vincitore, dopo aver superato esami e aver presentato i titoli. Dopo anni che il cittadino ha prestato regolare servizio lo Stato inserisce una condizione mai inserita in precedenza e richiede pena il licenziamento l'iscrizione al partito fascista per tutti i dipendenti pubblici. Il licenziamento significava mettere sul lastrico molte famiglie, tanto è vero che quella iscrizione forzata generò delle tessere che furono chiamate "la tessera del pane", perché effettivamente si era trattato di una costrizione vergognosa, è stato un passo illecito, antigiuridico, vergognoso, eppure fu fatto da un governo che poté imporlo

  • Le leggi razziali
    1938. Emanazione delle leggi razziali. Il governo decretò che gli ebrei non erano più cittadini al pari degli altri. Fin dagli anni universitari ho sempre avuto un grandissimo rispetto per il mondo ebraico; sul piano religioso non c'è dubbio che essi rappresentino un precedente, il prius,l'Antico Testamento al quale si aggancia il Nuovo, quindi sono davvero i nostri fratelli maggiori... Quando ero deputato all'Assemblea Costituente, mi è capitato di partecipare ad una cerimonia che si svolgeva presso la Comunità ebraica di Roma e sentii dire da loro con orgoglio che essi erano a Roma da tempo immemorabile, eppure a questa comunità che aveva radici così profonde nel nostro paese fu detto che non avevano diritti pari agli altri cittadini.

  • La guerra
    Era il 1938 e vedete come si arriva ad un crescendo rispetto alla gravità delle azioni commesse dai fascisti. Due anni dopo ci fu la dichiarazione di guerra. Questa dichiarazione fu vergognosa: fu fatta quando ormai la Francia era in ginocchio, il governo francese aveva lasciato Parigi e le truppe di Hitler si apprestavano a sfilare a Parigi...! Era il 10 giugno del 1940: la dichiarazione di guerra voluta da Mussolini fu firmata senza sollevare obiezioni dal Re, il quale senza dubbio si è reso complice della dittatura, perché ha sempre firmato le leggi proposte dal fascismo. Tutte!

  • La forza di dire NO al fascismo
    Durante i primi passi della dittatura ci sono state persone che hanno reagito, che hanno avuto la forza di dire di "no" e di andare controcorrente, ma si è trattato di una sparuta minoranza. Se noi guardiamo, per esempio, che cosa ha fatto la Chiesa, di qualunque fede una persona possa essere, il fatto storico è di grande interesse. L'Impero romano impose ai suoi sudditi di venerare l'Imperatore, ma questo non era ammesso dalla religione cristiana.

  • L'Importanza della Chiesa
    Così la Chiesa ha avuto i suoi martiri, cioè coloro che non avendo voluto venerare l'Imperatore sono stati condannati a morte o sono andati nell'anfiteatro assaliti dalle belve feroci, o sono stati impalati sulla via Appia, o sono stati bruciati vivi coperti di pece.Ma nello stesso tempo essa non ha mai chiuso la porta a quanti, ed erano una maggioranza, non hanno avuto questo coraggio enorme e si sono piegati, esattamente come nel caso della tessera del pane sotto il fascismo. Il fascismo infatti invase un mondo di gente semplice, il mondo della media e delll'alta borghesia. Ci furono tante famiglie che erano vicine al fascismo, tanti affermavano che il governo di Mussolini aveva portato ordine e molti non si curarono del fatto che aveva imposto un ordine calpestando i diritti fondamentali della persona, ma certe volte si guardano le cose piccole, perché interessano, e le cose grosse si lasciano passare: questo nel corso della storia è capitato più di una volta.

  • Il Tribunale Speciale
    Quelli che non hanno ceduto hanno subito le condanne da parte del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, un tribunale politico creato dal fascismo. Molti antifascisti hanno scontato pene detentive assai lunghe, oppure hanno scelto la via dell'esilio e hanno dovuto sopportare fame, stenti, di tutto: ci sono stati anche alcuni che sono stati raggiunti dai sicari del regime anche all'estero, perché considerati troppo pericolosi. E' stata una vera e propria persecuzione. C'è oggi una associazione, l'Associazione degli ex Deportati politici, e ne fanno parte cari amici, che hanno pagato duramente; non dimentichiamoli, perché queste persone avevano presagito che il fascismo si sarebbe trasformato in un regime e in una pericolosa dittatura e hanno iniziato ad opporsi con grande coraggio.

  • Il 25 luglio del 1943
    Nel marzo del 1943 sono iniziati degli scioperi, questo è stato il momento in cui si è vista la rottura del mondo operaio, del mondo popolare col fascismo. Tenete conto che per il Codice Penale fascista lo sciopero era un reato esattamente come il furto, come la rapina, come l'omicidio, come la violenza. Quindi avere avuto il coraggio di organizzare uno scioperoè stato un atto di grande rilevanza politica. E' stato un momento importantissimo, non vi è dubbio che questi scioperi abbiano pesato sulle decisioni che il Gran Consiglio del fascismo prese il 25 luglio del 1943.

  • Gli scioperi del marzo 1943
    Anche se lo Statuto Albertino era stato, per così dire, schiacciato e il Parlamento era rimasto schiacciato a sua volta, perché era stata creata la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, che non era elettiva, tutti erano nominati dall'alto! Tuttavia c'era questo vertice altissimo chiamato pomposamente "Gran Consiglio del Fascismo", questo organismo, inventato da Mussolini e dai suoi accoliti, è quello che lo ha messo in minoranza, proprio in quel fatidico 25 luglio. E così Mussolini fu costretto a presentarsi al Re, perché quando un Presidente del Consiglio è bocciato dal Parlamento deve presentarsi dal Capo dello Stato. Il Gran Consiglio lo mise in minoranza e il Re fece arrestare Mussolini: si può anche pensare che lo abbia fatto per sottrarlo alla folla perché esplose la gioia popolare: busti di Mussolini buttati dal balcone, quadri, ci furono anche delle posizioni eccessive, capita sempre quando esplode la folla, ma dopo più di vent'anni di dittatura, con una guerra disastrosa in corso, era immaginabile quale potesse essere la reazione popolare.



La prolusione di Oscar Luigi Scalfaro qui riprodotta fa parte di un cofanetto di 12 DVD che contiene la registrazione delle conferenze e un CD con i testi scritti delle relazioni presentate in occasione delle celebrazioni del 60° della Resistenza.
Produzione "TV Days" sas di Milano. Grafica studio Origoni Steiner.


Il progetto Il percorso della libertà è stato realizzato con il contributo della
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Accessibilità | Team | Credits | On line dal 17-12-2005 | Totale pagine: 32658 » Vedi in dettaglio
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