A Commission Formation represents one of the nodes centers them of the Insmli net, in the full respect of the autonomy of the single Institutes that draw force as well as from the associative relationship that them alloy how much from the fact that everyone of they is radicato in just a territory, from which receives sollicitations, listens and energies. That differentiates the choices and the opportunities of the Institutes but that, while it represents a wealth for with of the net, demand that relation and convergence places are formed. They can therefore to design variable geographies of net, for the search activity, arches to it to you, the libraries and, exactly, the formation. The Commission wants to constitute a snodo centers them for all the activity turned to the young people, to the citizenship, the teacher and, in specific way, for the scholastic political of the Insmli.
It's possible, therefore, to characterize between all the various activities put in field from the net one logical common that the Commission has stimulated and represents and that can be decritta with the resource to some "word-key", therefore like has been defined from a group of active study in the seminary of Ancona (15/16 Decembers 2003):
- l'intreccio,
ossia la particolare pratica di lavoro degli Istituti che coniuga archivi, ricerca, formazione e divulgazione, messi in questo caso a servizio di un'elaborazione formativo didattica;
- il "pendolo" presente / passato / presente,
inteso come una pratica costante che parte dalle domande che i soggetti, immersi nel loro tempo, rivolgono al passato per muovere di nuovo dal passato verso il presente con la forza esplicativa delle conoscenze apprese. Tale impostazione implica opzioni importanti che conducono al riequilibrio tra contenuti (saperi) e abilità (saper fare), impegna una programmazione per competenze, confrontandosi con i saperi di cui sono portatori i ragazzi e misurandosi, in definitiva, con il loro orizzonte della contemporaneità. E' infatti questa la dimensione specifica in cui i soggetti dell'azione educativa possono ri-conoscersi e fondare un patto formativo;
- la dimensione della contemporaneità
non come semplice oggetto di studio, confinabile nell'inventario delle epoche storiche, ma come punto di partenza importante, coltivabile in ogni anno del curricolo, perché in esso possono formarsi i punti di vista da cui hanno inizio ed in cui assumono valore le conoscenze. E si aggiunga, ancora, come ambito particolarmente utile per esplorare l'area delle reciproche relazioni tra spazi, tempi e società, la fondamentale geo-storico-sociale, anche se nelle recenti Indicazioni ministeriali tali relazioni vengono sciolte a favore di saperi indipendenti e di vario spessore;
- il laboratorio
come spazio specifico, mentale e talvolta fisico, per pratiche che pongano a diretto contatto con le fonti e, sul piano metodologico, utilizzino il metodo della discussione e del lavoro di gruppo, legittimino stili cognitivi diversi e partecipazioni differenziate, anche le più periferiche, promuovano il passaggio dai concetti spontanei a quelli scientifici nel confronto con il docente, inteso come esperto e facilitatore in una comunità di pratiche. L'impianto dialogico ed aperto costituisce un luogo centrale per la formazione di un habitus democratico;
- la valutazione formativa, intesa come valutazione e autovalutazione di processo, che orienta e sorregge le programmazioni curricolari e si sostanzia nella singola proposta didattica, offre strumenti di monitoraggio sulla bontà dei processi e delle conoscenze attivate, evidenziando gli elementi positivi innescati nei ragazzi e le debolezze (eventuali) delle didattiche. La partecipazione attiva dei discenti all'osservazione diviene essenziale perché essi siano in grado di rafforzare la motivazione e la consapevolezza di sé.